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	<title>Milano Blog &#187; Mostre</title>
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	<description>Informazioni, notizie e curiosità sulla città di Milano</description>
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		<title>Il San Giovanni Battista di Leonardo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:12:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal Louvre a Palazzo Marino, dopo 70 anni è tornato in mostra a Milano una delle opere più misteriose del genio toscano: il santo con il dito all&#8217;insù. E ora, dopo il mese milanese, esposto dal 27 novembre al 27 dicembre a Palazzo Marino, il Giovanni Battista di Leonardo, fa tappa a Roma, a Palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Louvre a Palazzo Marino, dopo 70 anni è <strong>tornato in mostra a Milano</strong> una delle opere più misteriose del genio toscano: il santo con il dito all&#8217;insù.<br />
E ora, dopo il mese milanese, esposto dal 27 novembre al 27 dicembre a Palazzo Marino, il <strong>Giovanni Battista di Leonardo</strong>, fa tappa a <a href="http://www.romabeniculturali.it/">Roma</a>, a Palazzo Venezia.</p>
<p><img src="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2010/01/san_giovanni_battista.jpg" alt="San Giovanni Battista" /></p>
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		<title>San Giovanni Battista torna a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:08:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; la seconda visita a Milano per il “San Giovanni Battista”, una delle opere più enigmatiche di Leonardo Da Vinci. Settant’anni fa la tavola lasciava le stanze del Louvre per trasfe­rirsi nel Palazzo dell’Arte, l’odierna Triennale. Tornava così in Italia dopo quattro secoli in occasione della grande “Mostra di Leonardo da Vin­ci delle Invenzioni Italiane” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la seconda visita a Milano per il “San Giovanni Battista”, una delle opere più enigmatiche di <strong>Leonardo Da Vinci.</strong> Settant’anni fa la tavola lasciava le stanze del Louvre per trasfe­rirsi nel Palazzo dell’Arte, l’odierna Triennale. Tornava così in Italia dopo quattro secoli in occasione della grande “Mostra di Leonardo da Vin­ci delle Invenzioni Italiane” voluta dal regime fascista, a un passo dallo scoppio della seconda Guerra mondiale. Da oggi, quello che sembra sia l’ulti­mo dipinto del genio tosca­no, è esposto nella Sala Ales­si di Palazzo Marino e, fino al 27 dicembre, sarà visibile da tutti gratuitamente.</p>
<p align="center"><img src="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2009/11/san-giovanni-battista.jpg" alt="san-giovanni-battista.jpg" /></p>
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		<title>CAMERA WORK</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 20:34:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Palazzo della Ragione saranno esposti per la prima volta al pubblico 50 fascicoli di “Camera Work”, la più famosa rivista fotografica statunitense. “Camera Work l’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America”, questo il titolo dell’esposizione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune assieme ad Alinari 24ORE, sarà aperta da domani, mercoledì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Palazzo della Ragione</strong> saranno esposti per la prima volta al pubblico 50 fascicoli di “<em>Camera Work</em>”, la più famosa <strong>rivista fotografica</strong> statunitense. “Camera Work l’opera fotografica di Stieglitz, Steichen e Strand tra Europa e America”, questo il titolo dell’esposizione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune assieme ad <em>Alinari 24ORE</em>, sarà aperta da domani, mercoledì 22 luglio, fino al 13 settembre.</p>
<p>“In linea con il programma &#8220;<em>Milano mondo</em>&#8220;, l’esposizione instaura un ponte tra la cultura europea e quella americana – ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory che di recente ha siglato, in rappresentanza del Comune, un accordo con la città di Chicago per promuovere reciproche sinergie culturali.</p>
<p>“Attraverso le pagine della rivista <strong>Camera Work</strong> &#8211; ha aggiunto &#8211; siamo condotti alla riscoperta della fotografia come un genere culturale con una sua propria dignità, la cui bellezza risiede nell’emozione, non tanto nella tecnica”.</p>
<p>A cura di Pamela Roberts, già curatrice della Royal Photographic Society di Bath, la mostra consente al visitatore un approfondito esame delle singole personalità che vennero invitate a pubblicare le loro opere sulla rivista. I 50 fascicoli originali in esposizione provengono da una collezione privata conservata nelle raccolte Museali della Fratelli Alinari.</p>
<p>Di tutte le riviste pubblicate tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento, Camera Work emerge per i contenuti e gli argomenti trattati, ma soprattutto per la raffinata ed esclusiva cura editoriale (ogni singolo fascicolo è numerato da 1 a 1000 e riservato solo ai sottoscrittori).<br />
Fondata dal fotografo Alfred Stieglitz nel gennaio del 1903, fu pubblicata fino al mese di giugno del 1917 per un totale di 50 fascicoli all’interno dei quali sono raccolte 544 tavole illustrate.<br />
Ogni fascicolo contiene tavole, riprodotte con varie tecniche, per la maggior parte photogravure, realizzate dai maggiori esponenti della cultura fotografica dell&#8217;epoca, come Steichen, Stieglitz, Demachy, Käsebier, Langdon Coburn, Puyo, ma anche da autori appartenenti a generazioni precedenti come Margaret Cameron, David Octavius Hill. A queste si affiancano le riproduzioni in photogravure dei disegni di grandi maestri dell’arte contemporanea, come Picasso, Rodin e Matisse, che completano il panorama della cultura figurativa del primo Novecento.</p>
<p>Nata dalla volontà di Stieglitz di creare uno strumento propulsore a favore della fotografia artistica, Camera Work si offre come spazio per il dibattito e la sperimentazione delle avanguardie figurative tra America e Europa. Attraverso le pagine della rivista si colgono i fermenti che segnarono il passaggio dell&#8217;arte dai valori tradizionali ottocenteschi all&#8217;esplorazione di nuove forme espressive ricercate dalla cultura del Novecento.</p>
<p>Negli spazi della mostra è stata allestita una sala proiezioni per la visione delle 500 e più immagini contenute nell’opera.<br />
Per informazioni: tel. 055 2395252</p>
<p>Ufficio Stampa Alinari 24ORE – Rosa Manno 055 2395207 – <a href="mailto:rosa@alinari.it">rosa@alinari.it</a></p>
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		<title>Monet &#8211; Il tempo delle ninfee</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:28:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La mostra &#8220;Monet. Il tempo delle ninfee&#8220;, ospitata al Palazzo Reale di Milano, ci mostra, accanto ad opere del celebre pittore francese, stampe di Hokusai, Hiroshige e altri maestri giapponesi. In mostra venti quadri che Claude Monet dipinse tra il 1887 ed il 1923 ritraendo alcuni angoli del suo giardino e stampe di Hokusai, Hiroshige [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra &#8220;<em><strong>Monet. Il tempo delle ninfee</strong></em>&#8220;, ospitata al Palazzo Reale di Milano, ci mostra, accanto ad opere del celebre pittore francese, stampe di Hokusai, Hiroshige e altri maestri giapponesi.</p>
<p>In mostra venti quadri che Claude Monet dipinse tra il 1887 ed il 1923 ritraendo alcuni angoli del suo giardino e stampe di Hokusai, Hiroshige e altri maestri orientali.</p>
<p><strong>Ma cosa c’entra Monet con il Giappone?</strong> Beh per i pochi che non sapessero quanto il Giappone influenzò artisti molto diversi tra loro come Manet, Monet, Van Gogh&#8230; è presto detto: quando Monet nel 1890 acquistò la casa di Giverny in Normandia, lungo la Senna, a 50km a nord di Parigi, decise di ispirarsi proprio allo stile giapponese, in particolare per il giardino e creò così un’oasi acquatica circondata da felci, azalee e salici piangenti, ma sopratutto diverse specie di ninfee. L&#8217;artista immerso così nel verde, osservava le ninfee fluttuare sull’acqua, e metteva su tela le sue <strong>impressioni</strong> sull’istante in cui si schiudevano alla vita.</p>
<p align="center"><img src="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2009/06/monet-ninfee.jpg" alt="monet-ninfee.jpg" /></p>
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		<title>Gartencity 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 19:51:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trecento vasi con piante di 3 metri d’altezza decorati da artisti svizzeri e italiani dell’Accademia di Brera saranno esposti nelle vie di Zurigo e Milano in occasione di ‘Gartencity 2009’: una mostra-evento, ispirata al valore della sostenibilità ambientale, presentata dall’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo, dal Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trecento vasi con piante di 3 metri d’altezza decorati da artisti svizzeri e italiani dell’<strong>Accademia di Brera</strong> saranno esposti nelle vie di Zurigo e <strong>Milano</strong> in occasione di ‘<strong><em>Gartencity 2009’</em></strong>: una mostra-evento, ispirata al valore della sostenibilità ambientale, presentata dall’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo, dal Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, dal Sindaco di Zurigo Elmar Ledergerber e dal direttore dell’Accademia di Brera Fernando De Filippi.</p>
<p><strong>A Milano</strong> le opere saranno in mostra al MiArt (dal 17 al 20 aprile), nel quartiere storico di Brera dal 23 al 26 aprile e poi sino a fine giugno, a Orticola Lombardia (dall’8 al 10 maggio).</p>
<p>“Un importante connubio tra arte e ambiente e un legame ancora più forte tra Milano e Zurigo. I grandi vasi che vedremo in importanti manifestazioni cittadine hanno proprio questo valore – ha detto l’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo -. I sei vasi che verranno donati al Comune di Milano potranno essere un ottimo elemento di arredo urbano che andrà a impreziosire ambiti di riqualificazione urbana. Stiamo perseguendo la strada di posizionare alberi in centro città all’interno di vasi e quelli di Zurigo potrebbero essere il primo passo in questa direzione”.</p>
<p>“<strong>Milano può e deve esaltare il proprio ruolo di città d’acqua</strong> – ha detto il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri – coerentemente con la propria storia e con il proprio futuro: il sistema dei Navigli, protagonista di un florido passato, sarà strategico per la crescita del nostro territorio in funzione di Expo 2015 e della sua eredità materiale e immateriale, contribuendo così allo sviluppo culturale, ambientale, economico ed urbanistico dei prossimi decenni. Milano e Zurigo, città per taluni versi concorrenti, presentano una complementarietà in molti ambiti che può portare a ulteriori sinergie, utili sia alla Svizzera sia all’Italia”.<br />
“La cultura e l’arte – ha concluso il Presidente Palmeri – possono affiancare la scienza nella sensibilizzazione sul tema dello sviluppo sostenibile, con un messaggio laterale maggiormente legato al territorio e al vissuto quotidiano”.</p>
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		<title>La Triennale celebra Valentina di Crepax</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 19:47:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una nuova mostra alla Triennale, celebra Valentina di Crepax, in un&#8217;esposizione concentrata su Milano, la città di Valentina, trasfigurata nell&#8217;atmosfera sognante e psichedelica tipica del fumetto. Altro focus della mostra è Guido Crepax, “illustrato” attraverso la ricostruzione del suo studio e l&#8217;esposizione di altre opere non incentrate sulla figura della sua eroina per eccellenza. Valentina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova mostra alla Triennale, celebra <strong>Valentina di Crepax</strong>, in un&#8217;esposizione concentrata su <strong>Milano, la città di Valentina</strong>, trasfigurata nell&#8217;atmosfera sognante e psichedelica tipica del fumetto. Altro focus della mostra è <strong>Guido Crepax</strong>, “illustrato” attraverso la ricostruzione del suo studio e l&#8217;esposizione di altre opere non incentrate sulla figura della sua eroina per eccellenza.</p>
<p><strong><em><a target="_blank" href="http://www.cordelia.it/news/valentina-di-crepax-sex-symbol-intramontabile.htm" title="Mostra Valentina Crepax">Valentina, la forma del tempo</a></em></strong> si terrà presso la Triennale Bovisa, Milano, fino al 1 febbraio 2009. Per tutte le informazioni si può consultare il sito <a href="http://www.triennale.it/">www.triennale.it</a></p>
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		<title>Restauro di Villa Necchi Campiglio a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 17:34:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è appena concluso il restauro di Villa Necchi Campiglio a Milano. Costato circa 6 milioni di euro e oltre tre anni di lavori. Domani Villa Necchi Campiglio verrà inaugurata nella sua nuova veste di &#8220;casa museo&#8221; aperta al pubblico (a partire dal 30 maggio). Il percorso di recupero era stato avviato nel 2004 dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è appena concluso il <strong>restauro di Villa Necchi Campiglio a Milano</strong>. Costato circa 6 milioni di euro e oltre tre anni di lavori. Domani Villa Necchi Campiglio verrà inaugurata nella sua nuova veste di &#8220;casa museo&#8221; aperta al pubblico (a partire dal 30 maggio). Il percorso di recupero era stato avviato nel 2004 dalla regione Lombardia e aveva portato a un accordo di programma siglato a Marzo 2005 tra la regione, il Fondo per l&#8217;Ambiente Italiano (Fai), il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la provincia e il comune di Milano.</p>
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		<title>Bacon indagatore dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 10:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per me l&#8217;arte è un&#8217;ossessione della vita e poichè siamo degli esseri umani, siamo noi il soggetto della nostra ossessione. (Francis Bacon) Milano, anticipando i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009 (Centenario della sua nascita) dalla Tate Gallery di Londra, dal Prado di Madrid e dal Metropolitan di New York, presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em><font face="Verdana,Arial,Helvetica" size="2">Per me l&#8217;arte è un&#8217;ossessione della vita e poichè siamo degli esseri umani, siamo noi il soggetto della nostra ossessione.</font></em></p>
<p align="right"><em><font face="Verdana,Arial,Helvetica" size="2">(Francis Bacon)</font></em></p>
<p><a href="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2008/04/bacon.jpg" title="bacon.jpg"><img src="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2008/04/bacon.thumbnail.jpg" alt="Mostra Bacon Milano" align="left" /></a><strong>Milano</strong>, anticipando i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009  (Centenario della sua nascita) dalla Tate Gallery di Londra, dal Prado di Madrid e dal Metropolitan di New York, presenta <strong>le fasi salienti della ricerca pittorica del maestro</strong> con opere provenienti dai più importanti musei e collezioni di tutto il mondo; sono oltre 100, quasi tutte inedite in Italia, costituite da <strong>82 dipinti, una quindicina di disegni ed altrettanti oggetti</strong> appartenenti al materiale d&#8217;archivio sui quali l&#8217;artista è intervenuto, dai primissimi dipinti degli anni Trenta fino agli ultimi grandi trittici, in particolare quelli dedicati al compagno John Edwards.</p>
<p><font face="Verdana,Arial,Helvetica" size="2">Palazzo Reale – Piazza Duomo, Milano<br />
Fino al 29 Giugno 2008 ; Orari: tutti i giorni 9,30-19,30 ; lunedì 14,30-19,30 ; giovedì 9,30-22,30<br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
Intero Euro 9 , ridotto Euro 7 ; Informazioni: www.francisbacon.it<br />
Prenotazioni gruppi e scuole / visite guidate: Ad Artem, Tel. 02-6597728</font></p>
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		<title>Emilio Tadini in mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 18:06:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;opera pittorica di Emilio Tadini, che fu anche scrittore di successo, in una mostra in programma dal 31 ottobre al 20 dicembre a Milano. Saranno esposte circa 100 opere, che vanno dal 1960 al 1985, nelle sedi della Fondazione Mudima, della Fondazione Marconi e dell&#8217;Accademia di Brera. Tadini (Milano 1927-2002), dopo essersi laureato in lettere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2007/10/tadini.jpg"><img src="http://milano.b1og.net/wp-content/uploads/2007/10/tadini-150x150.jpg" alt="" title="tadini" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-96" /></a>L&#8217;opera pittorica di Emilio Tadini, che fu anche scrittore di successo, in una <strong>mostra</strong> in  programma dal 31 ottobre al 20 dicembre a Milano. Saranno esposte circa 100 opere, che vanno dal 1960 al 1985,  nelle sedi della Fondazione Mudima, della Fondazione Marconi  e dell&#8217;Accademia di Brera. Tadini (Milano 1927-2002), dopo  essersi laureato in lettere, iniziò a scrivere nel 1947 su Il Politecnico di Elio Vittorini, svolgendo anche un&#8217;intensa  attività critica e teorica sull&#8217;arte.</p>
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		<title>Ciao Anna &#8211; Milano celebra la Magnani</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 16:58:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Allestita per la prima volta nel 2003 ai Musei Capitolini, in occasione del trentennale della scomparsa dell&#8217;attrice, la mostra &#8220;Ciao Anna&#8221; arriva a Milano, dove potrà essere visitata da domani al 30 ottobre presso la spazio Revel. Ben 287 le fotografie in bianco e nero, provenienti dall&#8217;archivio di Luca Magnani, raccontano la vita privata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allestita per la prima volta nel 2003 ai Musei Capitolini, in occasione del trentennale della scomparsa dell&#8217;attrice, la mostra &#8220;<em><strong>Ciao Anna</strong></em>&#8221; arriva a <strong>Milano</strong>, dove potrà essere visitata da domani al 30 ottobre presso la spazio Revel.</p>
<p>Ben 287 le fotografie in bianco e nero, provenienti dall&#8217;archivio di Luca Magnani, raccontano la vita privata e la carriera artistica di <strong>Anna Magnani</strong>, insieme con abiti di scena, manifesti, giornali, dischi e copertine d&#8217;epoca della collezione privata di Cristina e Luigi Vaccarella.</p>
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